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Yacouba Sawadogo, l’uomo che ha fermato il deserto piantando alberi

Yacouba Sawadogo, l’uomo che ha fermato l’avanzare del deserto tramite la piantumazione di alberi, ha scelto di intraprendere l’attività di agricoltore negli anni ’70, durante la grave carestia del Sahel. Attraverso l’applicazione di una tecnica antica, è riuscito a trasformare aree desertiche in foreste e campi prosperi.

La vita di Yacouba è stata dedicata interamente alla piantumazione di alberi. Grazie a lui, oggi esistono foreste e habitat rigogliosi in luoghi che un tempo erano deserti ai margini del Sahel, in Burkina Faso.

Nonostante la sua quasi analfabetismo, Yacouba si esprime con saggezza. I genitori avevano sperato che diventasse un imam, ma la sua incapacità di imparare il Corano fu evidente. Negli anni ’70, durante una grave siccità che colpì l’intera regione del Sahel, Yacouba ebbe l’audace idea di diventare un contadino. Con il pensiero che se avesse abbandonato la sua terra non sarebbe rimasto nulla, decise di rimanere.

Durante i suoi studi del Corano in Mali, apprese la tecnica antica dello zar, che consiste nello scavare buche durante la stagione secca per trattenere l’acqua. Yacouba ampliò queste buche, ricoprendole di foglie e letame per attirare le termiti. Questi insetti divennero i suoi preziosi alleati, scavando cunicoli che trattennero l’umidità e rimineralizzando il suolo attraverso la digestione del letame. Nelle buche, piantò miglio, sorgo, sesamo e alberi che offrivano ombra e concimavano il terreno con le loro foglie. Da una sola pianta iniziale, oggi la foresta si estende su 27 ettari.

La straordinaria tecnica di Yacouba è oggi oggetto di studio da parte di esperti provenienti da tutto il mondo, e molte altre foreste sono state create seguendo lo stesso principio dello zar. Tuttavia, non mancano i nemici da affrontare, come politici senza scrupoli e “costruttori di villette” che cercano di sfruttare la rinata vitalità di quella terra. Una porzione della foresta è stata espropriata e gli alberi abbattuti per scopi edilizi, ma Yacouba non si è arreso. Ha intrapreso una battaglia legale, dichiarando: “Dove loro tagliano, io ritorno a piantare.” I suoi 17 figli e 40 nipoti sono al suo fianco nella lotta.

Nel 2018 ha vinto il Right Livelihood Award (il cosiddetto Nobel alternativo). Nel 2020 è diventato «Campione della terra» per le Nazioni unite. Nel 2021 il Comitato permanente di lotta contro la siccità nel Sahel (Cilss) lo ha nominato «ambasciatore».

Negli ultimi anni si è dedicato anche alle piante medicinali e alle cure tradizionali. E ha continuato a trasmettere le sue conoscenze senza chiedere nulla.

Nato il 4 aprile, 1946 si spegne il 3 dicembre 2023